Gran parte dei funghi che abitualmente cerchiamo sviluppano la fase di crescita sotto il terreno e si avvalgono, per la fase riproduttiva, del carpoforo, che per svolgere il proprio compito di diffondere le spore, cresce sopra il terreno. Il carpoforo o corpo fruttifero viene abitualmente cercato, determinato e…consumato ed è ciò che genericamente chiamiamo “fungo”.
Anche i funghi ipogei si avvalgono per la fase riproduttiva di un carpoforo che, tuttavia, si sviluppa e rimane completamente interrato. Le spore mature, quindi, rimangono sotto il terreno e quindi molto localizzate ed allora per la fase riproduttiva si avvalgono degli animali che, attratti dal forte e particolare odore, si cibano del carpoforo contribuendo, con la deiezione, alla diffusione delle spore.
I più ghiotti sono sicuramente i cinghiali ma non sono da sottovalutare il tasso, la volpe, l’istrice, il riccio, la lepre, i topi ma anche lumache, alcuni insetti e, naturalmente,….l’uomo.
Anche il legislatore ha preso atto di questa distinzione ed ha previsto due normative distinte con due distinti documenti validi per la raccolta dei funghi epigei ed ipogei. Per questi ultimi i cittadini residenti nel Lazio devono inoltrare una domanda alla Regione Lazio accompagnata da due foto di cui una autenticata, devono sostenere e superare un esame riguardante la legislazione sui tartufi in una determinata giornata comunicata preventivamente attraverso lettera.
Ma i cinque sensi degli esseri umani non sono sufficienti per cercare i tartufi che si nascondono nel terreno ed è necessario avvalersi di un altro essere vivente: il cane.
Utilizzando il fiuto di un cane opportunamente addestrato si riesce ad individuare il punto esatto dove risiede il carpoforo del tartufo per poterlo estrarre.
Alla fase di individuazione e raccolta si procede successivamente a quella della determinazione della specie trovata.
Attraverso l’osservazione delle caratteristiche della superficie esterna (peridio), della parte interna (gleba) e dell’odore è possibile individuare alcune specie ma molto spesso è necessario avvalersi del microscopio e……di molta esperienza.
I tartufi sono funghi ipogei che instaurano con determinate piante un rapporto micorrizico ed ogni specie di tartufo predilige alcune piante, un determinato ambiente e soprattutto un determinato periodo dell’anno di crescita.
La legge sulla raccolta dei tartufi prevede che solo nove specie possano essere raccolte e commercializzate. Di queste due sono a peridio chiaro ( bianco) e sette a peridio nero.
In particolare sono a peridio bianco:
Tuber magnatum Pico (tartufo bianco di Alba) – periodo di raccolta 1 ottobre-31 dicembre
Tuber borchi Vittadini (tartufo bianchetto) – periodo di raccolta 15 gennaio – 30 aprile
mentre presentano un peridio nero:
Tuber melanosporum Vittadini (tartufo nero pregiato, tartufo nero di Norcia e di Spoleto) periodo di raccolta 15 novembre-15marzo;
Tuber brumale Vittadini (tartufo nero invernale) periodo di raccolta 1 gennaio – 15 marzo
Tuber brumale forma moschatum (tartufo moscato) periodo di raccolta 15 novembre – 15 marzo
Tuber aestivum Vittadini , (scorzone, tartufo d’estate) periodo di raccolta1° maggio – 30 novembre;
Tuber aestivum forma uncinatum, (tartufo uncinato) periodo di raccolta 1° ottobre – 31 dicembre
Tuber mesentericum Vittadini e (tartufo nero ordinario, tartufo di Bagnoli) periodo di raccolta 1 settembre 31 gennaio
Tuber macrosporum Vittadini. (tartufo nero liscio) periodo di raccolta 1° settembre – 31 dicembre
Il periodo di raccolta si differenzia da regione a regione, quello indicato si riferisce alla legge emanata dalla regione Lazio.
Mi piacerebbe sapere se fate corsi per ottenere il tesserino per la raccolta dei tartufi.
Grazie e un saluto
Gent.ma sig.ra Adele,
non sono previsti corsi specifici sui tartufi, anche se l’argomento di frequente viene inserito tra le conversazioni tenute in sede dai nostri micologi durante gli incontri del lunedì.
Tenga conto del fatto che, per rilasciare il tesserino, la Regione Lazio non chiede la partecipazione a corsi, come nel caso dei funghi epigei, ma il superamento di un esame, durante il quale va dimostrata la conoscenza delle specie e delle varietà dei tartufi, degli elementi fondamentali della biologia degli stessi, delle modalità di ricerca, di raccolta e di commercializzazione e delle norme relative.
Se vuole approfondire il tema e/o chiedere di sostenere l’esame, deve rivolgersi alla Regione Lazio in via Pianciani 16, o consultare il sito della Regione, all’indirizzo:
http://www.agricoltura.regione.lazio.it/agriweb/schede_informative_dettaglio.php?id=424&idat=17
Cordialmente.
Nuova Micologia
consiglierei la lettura sul sito abc dei funghi di un articolo sul "Tartufo".
Saluti
Andrea brunori